Presto Wind cesserà di supportare l'I-Mode, servizio per la maggior parte degli Italiani sconosciuto quanto inutile, e che invece spopola in Giappone.
Ma come mai tanta differenza?
La risposta è semplice, l'I-Mode (e le varianti degli altri operatori del Giappone) sono nati per sopperire ad un banale problema: assenza del supporto del giapponese negli SMS (l'sms successivamente ha guadagnato il supporto all'UTF ma un sms UTF risulta ancora più breve di uno normale).
In pratica sostituirono l'e-mail all'sms e l'I-Mode si occupava dell'effetto push a queste (stile blackbarry), rendendo l'e-mail lo sms giapponese (inoltre la flessibilità illimitata dell'email permette di sostituire anche gli mms).
Poi sono nati altri servizi ed usi, ad esempio in jap le chat I-Mode sono molto diffuse (almeno cosi sembra da film e SerieTV); comunque resta l'e-mail il servizio principe come da noi lo è l'sms (con costi ben più elevati).
In Italia la diffusione dell'I-Mode era un fallimento inevitabile, infatti l'sms soddisfa la stragrande maggioranza dell'utenza, pochi utenti di cellulare fanno uso intenso dell'e-mail e pochissimi di questi la ricevevano da i-mode (il servizio push diveniva quindi poco appetibile dal common user) quindi senza il servizio trainante i servizi accessori non potevano decollare essendo anche troppo esosi e poco "social".
Detto ciò tanti saluti all'I-Mode.
Cya






